Ceva, in breve
Ceva (Seva in piemontese Cêva in ligure) è un comune italiano di 5 911 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.
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Fra la fine del III millennio a.C. e l'inizio del II millennio a.C. le popolazioni iberico-liguri provenienti dalla vicina Provenza penetrarono nel nord Italia, stanziandosi e fondando innumerevoli villaggi ed insediamenti. Durante la dominazione romana, Ceva era ascritta alla tribù Publilia. Il suo riconoscimento come municipio è dibattuto siccome viene indicato solo nel testo del Ferro e non in altri autori. Durante il travagliato periodo delle invasioni barbariche Ceva, come tutta la regione circostante, fu soggetta a scorrerie, saccheggi e spopolamento, tanto da far definire in alcuni documenti la zona come Deserta Langarum: landa, regione deserta. Nel medioevo Ceva conobbe un nuovo periodo di prosperità.
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Castello Bianco: antica abitazione dei Marchesi Pallavicino di Ceva e Priola ed antica casa canonica. Castello Rosso: antica abitazione dei Marchesi Pallavicino di Ceva e Priola. Torre del Campanone: anticamente detta Porta Solaia, era la via d'accesso attraverso le mura per chi proveniva da meridione. Trasformata e rimaneggiata più volte, venne trasformata in torre campanaria in stile settecentesco, con la funzione di orologio cittadino e segnalazione di allarmi. Teatro Carlo Marenco: è un raffinato edificio di gusto neoclassico, fu iniziato nell'aprile del 1860, abbattendo gli antichi locali delle carceri della città, e completato il 31 agosto 1861. Negli ultimi anni sono stati effettuati importanti restauri che hanno riportato il teatro ai suoi antichi splendori.
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La Biblioteca civica Aloysius Bertrand si trova nell'antica sede della società operaia di Ceva, il cui palazzo del 1862 è stato riadattato allo scopo. Vi sono ospitati 15 000 volumi ed un archivio storico a disposizione dei suoi utenti. Presso la biblioteca è inoltre ospitato il museo storico città di Ceva, le cui sale espongono diversi cimeli, documenti e reperti di Giuseppe Galliano, nonché documentazione ed altri reperti risalenti al Risorgimento fino alla seconda guerra mondiale. È inoltre presente un salone utilizzato spesso per presentazioni di libri, conferenze ed esposizioni artistiche.
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Tra le peculiarità culinarie della zona vi sono i cosiddetti cevesi al rhum, non dissimili dai dolci diffusi in buona parte del Piemonte, le carni bovine di particolare qualità, i prodotti dell'alimentazione povera d'un tempo (come patate e castagne), i formaggi e la frittata cebana, al cui panino nel 2014 è stata riconosciuta la denominazione comunale (De.Co.) di Ceva.
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La città presenta un'economia mista, seppur con una secolare tradizione agricola. Da decenni presenta attività industriali di rilievo, e sta sviluppando il settore turistico. A Ceva ha sede dal 1879 il Banco Azzoaglio, istituto bancario a conduzione familiare operativo essenzialmente tra Liguria e basso Piemonte. Risultano occupati 2 862 individui, pari al 49,96% del numero complessivo di abitanti del comune, suddivisi fra: La città presenta nel suo territorio colline coltivate prevalentemente a vite, frumento, mais ed in minima parte da noccioleti. Parte del territorio è coltivato per produrre mangimi per allevamento.
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La città è ad un'altitudine di 386,65 m s.l.m. e si sviluppa per 42,96 km² su un territorio prevalentemente collinare. Il centro storico è situato in una sorta di conca naturale, circondata da colline costituite prevalentemente da marna ed altri sedimenti di origine alluvionale. Altre aree, specialmente negli ultimi decenni, hanno iniziato a svilupparsi in zone caratterizzate da piane alluvionali. Ceva è attraversata dal fiume Tanaro, che nel suo territorio riceve il torrente Cevetta (suo affluente di destra), che a sua volta capta le acque del torrente Bovina. La Classificazione sismica di Ceva è 4 (bassa possibilità di danni sismici). Ceva è classificata nella zona climatica E ed ha un fabbisogno termico di 2781 Gradi giorno.
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