Monesiglio, in breve
Monesiglio (Mnisij in piemontese) è un comune italiano di 571 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.
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Monesiglio ha origini molto antiche e i suoi primi abitanti erano i Liguri Stazielli che intorno al 172 a.C. dovettero sottomettersi ai "conquistatori" Romani da cui però trassero molti vantaggi per i miglioramenti alle vie di comunicazione da questi ultimi apportati. Il centro ha origini molto antiche, probabilmente risalenti al II secolo a.C. quando i Liguri Stazielli furono costretti, dopo una strenua opposizione, a cedere all'avanzata delle legioni romane. Alcuni rinvenimenti archeologici (lapidi e stele funerarie) testimoniano questa frequentazione. Di incerta etimologia il nome si potrebbe associare alla sua posizione strategica: Mons occelli, ossia monte dell’occhiello, inteso come un luogo di sentinella;
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Inserita sulla sponda sinistra del fiume Bormida si eleva, pittoresca tra gli alberi, la pieve di S. Maria dell’Acqua Dolce. Conosciuto comunemente con il nome di “Santuario della Madonna di San Biagio”, il santuario vede la sua costruzione a cavallo tra il X e l’XI secolo (è più volte citata nei diplomi ottoniani come “plebs de Langa”). Lo stile costruttivo è quello romanico arcaico e l’edificio si presenta in eccellente stato di conservazione, specialmente in seguito a recenti lavori di restauro. La facciata è a capanna, con archetti pensili intervallati da lesene, che si prolungano anche nella sezione sommitale del claristorio. Concludono l’edificio tre absidi semicircolari, anch’esse decorate con archetti pensili;
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A Monesiglio è presente uno degli pochi "Musei della Seta" al mondo, posizionato al primo piano dei locali dell’ex Filanda. L’ingresso del museo è a forma di un bozzolo del baco da seta. Si tratta di una sorta di «installazione in movimento» con particolari effetti luminosi e sonori ed è la testimonianza di ciò che la Filanda di Monesiglio è stata per quasi un secolo per tante lavoratrici dell’Alta Langa: un ambiente duro, malsano, ma anche un sostegno economico per le loro famiglie che vivevano nella miseria. A fare da sottofondo durante il percorso, i canti delle «filandere», le operaie che hanno lavorato nella fabbrica fino alla chiusura, negli anni '50.
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Il suo territorio è toccato dal percorso escursionistico GTL (Grande Traversata delle Langhe), un anello di sentieri di circa 100 km che unisce 19 comuni dell’Alta Langa in un percorso di cammino.
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