Lisio, in breve
Lisio (Lisi in piemontese) è un comune italiano di 173 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Le prime notizie accertate su Lisio risalgono al periodo medioevale, con la documentazione che afferma l'appartenenza di questi territori all'impero carolingio, nella contea di Bredulo e alla diocesi di Asti. Il territorio di Lisio venne conquistato da Bonifacio del Vasto nel 1091 e nel 1125 passò a suo figlio Anselmo, marchese di Ceva. Sotto il controllo del marchesato di Ceva il paese venne aggregato alla diocesi di Alba e venne costruito il castello, di cui oggi non rimangono che sparuti ruderi. Essendo parte dei domini di Ceva, Lisio venne a trovarsi sotto il controllo di Asti, dei Visconti ed infine dei Savoia, che ne smantellarono il castello. Durante il periodo sabaudo Lisio fu sottoposto prima alla provincia di Ceva, poi a quella di Mondovì.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Chiesa parrocchiale: risalente al XVII secolo, venne ampliata fra il 1790 e il 1791. A metà '800 venne dotata dell'attuale facciata neoclassica. Interessanti sono le decorazioni ad opera del pittore Andrea Vinaj, il pulpito e due statue lignee della devozione mariana Cappella di Santa Caterina: risalente al XVII secolo ed antica sede di una confraternita Cappella di San Sebastiano: vi sono conservati dipinti del XVI secolo. Castello: costruito durante la dominazione di Ceva, venne smantellato dai Savoia. Ne restano solo poche tracce, sostanzialmente riconducibili a parte delle mura di cinta, inglobate in un altro edificio
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Lisio si trova in valle Mongia e il suo territorio si sviluppa interamente nella stretta valle scavata da questo torrente; il capoluogo si trova ad un'altitudine di 575 m s.l.m. È classificato nella zona sismica 3A(sismicità bassa). Il comune è stato inserito nella zona climatica F ed ha un fabbisogno termico di 3028 gradi giorno. La normativa attuale non pone limiti all'accensione degli impianti di riscaldamento.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.