Margarita, in breve
Margarita (Margarita in piemontese) è un comune italiano di 1 437 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte. Il nome del paese deriva da una cappella dedicata a santa Margherita, risalente al XII secolo. È situato sulla sponda sinistra del torrente Brobbio. Altre fonti parlano del nome Margarita come traduzione latina di "perla", altre ancora da malga.
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Al centro del paese è posta una chiesa barocca di importanza storica notevole, con un campanile alto 52 metri (citato in alcuni scritti di Giorgio Bocca), opera del celebre architetto Francesco Gallo, già progettista della cupola del vicino santuario di Vicoforte. Nel centro storico è presente la torre civica (ciochè vej), che delimitava il cosiddetto "ghetto" o "ricetto" corrispondente al primo nucleo dell'abitato margaritese; il "ghetto" ospita da alcuni anni il municipio, che ha occupato il palazzo delle vecchie scuole. Di grande interesse il castello appartenuto ai conti Solaro della Margarita, ora di proprietà della nipote; interessante il parco con tipico giardino all'italiana progettato dal marchese Piossasco di Rivalba, 1768.
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La 4ª domenica di ottobre si celebra la Sagra dël còj (Sagra del cavolo verza). Essa è disposta nel caratteristico centro storico del paese (chiamato "Il Ghetto" o "Ricetto" dai locali) e richiama numerosi commercianti e visitatori dal Piemonte e dalla Liguria. La prima edizione della sagra è stata nel 2004. Il significato della sagra non è tanto per l'importanza della coltivazione del cavolo margaritese, quanto per il nomignolo dato ai margaritesi dai vicini morozzesi: teste 'd còj, (in italiano: teste di cavolo, ovvero zucconi). I margaritesi hanno risposto nominando i morozzesi mangia musche, vista la copiosa presenza di questi fastidiosi insetti nel paese vicino.
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Il paese è bagnato dal torrente Brobbio, un tempo generoso di pesci. Altro torrente minore è la Colla. Il paese è poi solcato soprattutto nel centro storico da un canale irriguo che veniva utilizzato per l'irrigazione delle colture private, la Bialera di Magliano.In centro paese un altro breve canale alimentava alcuni mulini che venivano utilizzati per la macinatura del grano, il Bijà.
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