Roccavione, in breve
Roccavione (Rocavion in piemontese ed in occitano) è un comune italiano di 2 595 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte, situato alla confluenza tra la Valle Vermenagna e la Valle Gesso. Fa parte della comunità montana delle Alpi del Mare.
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Nidus hereticorum fu Roccavione fin da quando Crociati e Inquisitori cacciarono catari e valdesi dalle terre della Linguadoca. Secondo alcuni studiosi, Roccavione fu addirittura una culla leggendaria dell'eresia: di qui sarebbe partito Marcus, il primo vescovo della chiesa càtara italiana che partecipò al Concilio di Saint Félix de Lauragais. Certo Roccavione era luogo sulla strada più battuta dai fuggiaschi, quella del Col di Tenda. Dice Anselmo d'Alessandria: «ad Rocavien, et est locus apud Cuneum, ubi stabant cathari qui venerant de Francia ad habitandum» (a Roccavione, luogo presso Cuneo, in cui si stabilirono catari venuti dalla Francia). Catari e Valdesi furono dunque uniti nella persecuzione e si ritrovarono sugli stessi cammini d'esilio.
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Rimangono pochi ruderi dell'antico castello dell'XI secolo e della Cappella del Santo Sudario del 651. Un altro castello si trova a circa un'ora di cammino, nei pressi del Bec d'Arnostia. Dalla vetta del Becco (903 metri) si gode un eccezionale panorama sulle tre valli (Gesso, Vermenagna e Stura). Seguendo la cresta spartiacque, si arriva al Bric Berciassa (962 metri), sede di un importante insediamento dell'Età del ferro (III secolo a.C.). A pochi metri dalla sommità del picco si apre il cosiddetto garb d'la Reina Jana, profonda spaccatura della roccia legata a una leggenda intorno alla figura di Giovanna I d'Angiò (regina di Napoli dal 1343 al 1382).
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A circa dieci chilometri da Cuneo, sulla strada statale 20 del Colle di Tenda, sorge la cittadina di Roccavione, in una zona pianeggiante situata nel punto d'incontro delle Valli Gesso e Vermenagna. Taluni sostengono che il paese faccia parte della Val Gesso. Caratteristica del paese è la roccia di San Sudario, ultima propaggine della catena divisioria delle vallate, tagliata a picco per circa cento metri di altezza dal suo abitato. L'altura è così cara ai Roccavionesi, che è presente nel proprio simbolo araldico, con al di sopra la torre che campeggiava il borgo in età medievale, di cui si possono ancora visitare i resti.
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