Garessio, in breve
Garessio (Garèss in piemontese, Garesce in ligure, scritto anche Garéshe nel dialetto locale e Garesci in genovese) è un comune italiano di 2 848 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.
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Il territorio di Garessio risulta frequentato fin dalla preistoria, come testimoniano i ritrovamenti archeologici provenienti dalle numerose cavità naturali della zona, tra le quali le grotte del Gray e di Valdinferno. Reperti litici e ceramici rinvenuti nel territorio documentano una presenza umana protrattasi dal Paleolitico e dal Neolitico fino alle successive fasi dell'età antica. Prima della conquista romana l'alta val Tanaro era abitata da popolazioni appartenenti ai Liguri, tra le quali i Vagienni. Dopo l'inserimento dell'area nel dominio di Roma, il territorio garessino fu collegato amministrativamente al municipium di Albingaunum e alla tribù Publilia.
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Il patrimonio storico e artistico di Garessio è distribuito tra il capoluogo e le numerose borgate e frazioni del territorio comunale. Il centro storico è tradizionalmente articolato nelle tre borgate di Ponte, Poggiolo e Borgo Maggiore, alle quali si aggiunge Valsorda, sviluppatasi attorno all'omonimo santuario mariano. Il tessuto urbano conserva numerosi edifici religiosi e civili di interesse storico, oltre a testimonianze dell'assetto medievale dell'abitato. Tra i principali edifici religiosi figura la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, situata nel Borgo Maggiore. Il territorio comunale conserva inoltre numerose altre chiese, cappelle e complessi religiosi, alcuni dei quali furono progettati o rimaneggiati dall'architetto Francesco Gallo.
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Tra le specialità tradizionali di Garessio figurano i garessini, piccoli dolci a base di nocciole e cacao, caratterizzati da una consistenza morbida e friabile e generalmente accostati, per forma e preparazione, alle meringhe. La produzione dei garessini è legata alla tradizione dolciaria locale e all'impiego della nocciola, prodotto caratteristico di diverse aree del Piemonte.
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L'economia di Garessio, tradizionalmente legata all'agricoltura, allo sfruttamento delle risorse boschive e alle attività artigianali, conobbe tra il XIX e il XX secolo un significativo sviluppo industriale, favorito anche dalla posizione del centro lungo le vie di comunicazione tra il Piemonte e la Liguria e, dalla fine dell'Ottocento, dall'apertura della ferrovia Ceva-Ormea. Tra le più antiche attività industriali si distinse la produzione del vetro. La vetreria Polti-Campioni-Venini, le cui origini risalgono ai primi decenni dell'Ottocento e a precedenti attività sviluppatesi nell'area della Certosa di Casotto, entrò in funzione a Garessio nel 1825 e rimase attiva per circa un secolo.
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Il territorio comunale di Garessio si estende a cavallo dello spartiacque padano-ligure delle Alpi Liguri, che separa il bacino idrografico del Po da quello del mar Ligure. Il limite convenzionale tra le Alpi e gli Appennini è posto più a est, presso il colle di Cadibona, in provincia di Savona. Lo spartiacque è attraversato, nel territorio garessino, dal colle San Bernardo (957 m), importante valico di collegamento tra l'alta val Tanaro e il versante ligure. Le frazioni di Cerisola e Le Volte si trovano sul versante marittimo dello spartiacque e sono storicamente collegate con Albenga e il suo entroterra. Un ulteriore collegamento con il territorio ligure è costituito dal colle del Quazzo, attraverso il quale si raggiunge Calizzano, nell'alta Val Bormida.
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